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LAT MACHINE – A CHE COSA SERVE?

La Lat Machine è una macchina relativamente semplice e assai diffusa nella stragrande maggioranza delle sale attrezzi di tante palestre.

La Lat Machine consente di eseguire una serie di esercizi, fondamentali per lo sviluppo di tutta la schiena, che stimolano principalmente il gran dorsale, e che tuttavia interessano più o meno intensamente anche altri gruppi muscolari coinvolti secondariamente come il grande rotondo, il trapezio e il gran pettorale.

Anche i muscoli delle braccia sono sussidiariamente coinvolti a seconda le varianti di esercizi che possono essere eseguiti su questa macchina.

Come detto esistono diverse varianti per eseguire esercizi sulla Lat Machine spesso variando semplicemente la presa della mano;
tra le più comuni sono:


- Presa supina (classica), ossia con i pollici posizionati verso l’interno, è la presa più comoda e consona per sviluppare correttamente e al meglio i muscoli della schiena; 

- Presa prona (inversa), ossia con i pollici posizionati verso l’esterno della mano, si ha una maggiore attivazione dei bicipiti ed è anche possibile utilizzare carichi maggiori, tuttavia può risultare più stressante per i gomiti.

Nell’ esecuzione degli esercizi è oltremodo importante considerare la posizione della schiena: occorre fare attenzione a non “schienare” troppo il movimento, mantenendo sempre la corretta postura, ossia inclinare la schiena al massimo di 10-15°.


Altro fattore da considerare è la larghezza della presa, poiché più sarà ampia, più lavoreremo con la porzione scapolare e meno con le braccia, aumentando così la difficoltà dell’esercizio.

Altro aspetto da prendere in considerazione è: la barra di trazione va portata davanti o dietro la testa?

A livello muscolare non ci sono differenze significative, però la trazione posteriore va consigliata solamente a chi ha una ottima mobilità della spalla e del rachide.

Ovviamente peso, numero di ripetizioni, serie e tempi di recupero variano a seconda gli obiettivi di allenamento, ma in questo caso non si può generalizzare, e il tutto andrà pianificato con il proprio trainer.

Per concludere, un ultimo raffronto lo possiamo fare con le trazioni a corpo libero: la differenza sostanziale sta che nell’esercizio isotonico siamo noi a spostare un peso mentre il corpo rimane fermo, mentre la condizione opposta si verifica nelle trazioni alla sbarra a corpo libero, ma entrambi gli esercizi sono ottimi da inserire nello stesso piano di allenamento.

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